Il Domani arabo

DAVID B. OTTAWAY

ottobre 6, 1981, doveva essere un giorno di festa in Egitto. Ha segnato l'anniversario del più grande momento di vittoria dell'Egitto in tre conflitti arabo-israeliani, quando l'esercito sfavorito del paese attraversò il Canale di Suez nei giorni di apertura del 1973 Yom Kippur War e ha inviato le truppe israeliane in ritirata. Su un fresco, mattina senza nuvole, lo stadio del Cairo era gremito di famiglie egiziane venute a vedere i militari che si pavoneggiavano sul suo hardware, Presidente Anwar el-Sadat,l'architetto della guerra, osservava con soddisfazione gli uomini e le macchine che sfilavano davanti a lui. Ero nelle vicinanze, un corrispondente estero appena arrivato, uno dei camion dell'esercito si fermò proprio davanti al banco di prova proprio mentre sei jet Mirage ruggivano in alto in un'esibizione acrobatica, dipingendo il cielo con lunghe scie di rosso, giallo, viola,e fumo verde. Sadat si alzò, apparentemente si preparava a scambiare saluti con un altro contingente di truppe egiziane. Si è reso un bersaglio perfetto per quattro assassini islamisti che sono saltati dal camion, ha preso d'assalto il podio, e crivellò il suo corpo di proiettili, mentre gli assassini continuavano per quella che sembrava un'eternità a spruzzare il supporto con il loro fuoco mortale, Ho considerato per un istante se toccare il suolo e rischiare di essere calpestato a morte da spettatori in preda al panico o restare a piedi e rischiare di prendere un proiettile vagante. L'istinto mi ha detto di restare in piedi, e il mio senso del dovere giornalistico mi spinse a scoprire se Sadat fosse vivo o morto.

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